Plugins di WordPress : dal primo approccio alla creazione

Tutto sui plugins di Wordpress

Se ti trovi qui probabilmente vuoi capire cosa sono i plugins di WordPress, come funzionano e come usarli al meglio. In questa guida ti spiegherò tutto quello che c’è da sapere sui plugins. Che tu abbia appena installato WordPress oppure lo usi già, troverai sicuramente qualcosa che arricchirà la tua conoscenza. Partiamo dal basso…

 

Cosa sono i plugins

I plugins sono componenti aggiuntivi che modificano o aggiungono delle funzionalità a WordPress, incrementando così la flessibilità del cms. Grazie ad essi sarà in grado di personalizzare il tuo sito come meglio credi. Sono applicazioni solitamente scritte in PHP e HTML che vanno ad allacciarsi al codice sorgente di WordPress. Si può pensare al sito sviluppato con WordPress come ad un puzzle in cui i plugins, come anche i temi, rappresentano i pezzi che lo andranno a completare sia esteticamente che strutturalmente. In effetti si può dire che i plugin rappresentano il punto forte della dinamicità di WordPress.

 

Come installare e attivare un plugin

Installare e attivare un plugin è semplicissimo e non è richiesta nessuna conoscenza di programmazione. Dal pannello di amministrazione dovrai andare nella sezione “plugin” dopodiché cliccare su “aggiungi nuovo”. Adesso per trovare plugin e caricarlo potrai intraprendere due strade.

Prima strada (consigliato) : cercare tramite il motore di ricerca nella directory di WordPress digitando una parola chiave oppure il nome esatto del plugin, se lo si conosce.

Seconda strada (personalizzato): cliccare su “carica plugin” (in alto) e prelevare il file precedentemente caricato sul tuo computer (in formato compresso). Questa seconda opzione è utile se si vuole installare un plugin creato appositamente per noi e quindi non presente nel market.

In verità ci sarebbe ancora un altro modo per installare un plugin : caricandolo via FTP nel percorso “wp-content/plugin” (mi raccomando di decomprimere la cartella che stai caricando) . Tuttavia non vedo la necessità di usare questa procedura, dal momento che per attivarlo poi bisogna per forza passare per il pannello di controllo.

Una volta installato il plugin, per usare le sue funzionalità dovrai attivarlo. Se hai fatto tutto correttamente potrai usare le nuove funzionalità del plugin. Solitamente si andrà ad aggiungere delle voci al pannello di amministrazione, ma questo è un dettaglio che dipende da cosa abbiamo installato. Essendo un’applicazione esterna dipende tutto dai programmatori che l’hanno creata. Per questo motivo non tutti plugin sono affidabili, anzi si può rischiare di combinare un bel guaio. Allora è saggio installare sul proprio WordPress soltanto plugin con una buona reputazione o con una provenienza affidabile. Il mio consiglio è di non essere troppo leggeri e non installare qualsiasi cosa solo per provare.

 

Quanti plugin installare

A questo punto ci tengo a fare una considerazione. Ogni plugin installato aumenta l’utilizzo delle risorse del server e se non si è cauti si finisce col rallentare il sito. Questo perché un plugin in generale implementa altro codice al CMS esistente, solitamente si tratta di Java script, PHP, HTML e CSS. Inoltre può aumentare notevolmente il volume del data base.

Alcune persone, a tal proposito, consigliano di non superare mai i 15 plugin installati. Io invece non la penso così e utilizzo un metodo diverso. Penso che non si possa definire un numero di plugin massimo con tanta precisione. Questo perché ogni sito WordPress dipende dalle risorse che il server ci mette a disposizione. A volte cinque plugin potrebbero essere troppi.

Mi è capitato di trovarmi di fronte a di siti Internet creati con WordPress da principianti il quale avevano scelto un hosting economico e avevano installato una decina di plugin. Naturalmente il sito in principio funzionava bene, ma poi quando con il tempo cominciarono ad esserci discreti utenti in ingresso non si riusciva quasi a caricare una pagina. A questo punto potevano muoversi soltanto in due direzioni.

La prima : risparmiare le risorse espellendo il sito, per cominciare togliendo il plugin necessari

La seconda : acquistare un hosting di fascia maggiore e quindi più costoso.

Mi è capitato di sentire dire che WordPress non sia idoneo per guadagnare con la pubblicità PPC (Google adsense per intenderci) poiché ci vorrebbero tanti utenti che andrebbero ad appesantire il sito e la spesa sarebbe più alta del guadagno. Sciocchezze!

Questi sono i discorsi di chi sceglie la seconda opzione.

Quando si installa un plugin bisogna prendere in considerazione alcuni fattori positivi e negativi. Tra i fattori positivi troviamo l’aggiunta di strumenti utili e a volte atti al mantenimento e alla sicurezza del sito. Inoltre si può aumentare la dinamicità sia dal lato backend che frontend, con i plugin è possibile sconvolgere completamente WordPress per adattarlo ad esigenze diverse da un normale blog. Tra i fattori negativi invece troviamo l’appesantimento del sito e che alcuni plugin potrebbero avere delle falle di sicurezza oppure causare problemi di altro genere.

Tengo fuori dal confronto tutti quei plugin che nascono per migliorare la performance di WordPress. Anche se indubbiamente hanno il loro consumo di risorse in effetti la loro presenza migliora la situazione generale del sito.

In definitiva il mio consiglio è : pochi ma buoni.

 

I  plugin fondamentali  di WordPress

In rete ci sono moltissimi plugins gratuiti o a pagamento (al momento attuale si parla di oltre 55.000 plugins solo nella directory ufficiale, se si contassero anche quelli sparsi nella rete il numero diverrebbe esorbitante), se non si conosce l’ambiente potrebbe essere arduo districarsi. Senza perderci in inutili classifiche voglio darti una dritta e svelarti quelli che non dovranno mai mancare in un ottimo sito, li potremo definire “gli essenziali ridotti all’osso”.

  • Per la SEO
    Yoast Seo oppure All In One Seo Pack : In materia di SEO sono due validi strumenti. Sono ottimi tutti e due anche se al momento il più utilizzato è Yoast.

 

  • Per le prestazioni e la velocità

Wpsuper Cache oppure Wp total cache : Creano una copia della cache del sito aumentando la velocità di caricamento. Sono plugins che hanno le medesime funzioni, quindi  anche qua è questione di scelta.

 

  • Per la sicurezza

Akismet : Contro lo spam nei commenti del sito web

Sucuri oppure Wordfence Security : Contro malware e contro potenziali attacchi

 

  • Per il monitoraggio e le statistiche

Google analytics : Uno strumento completo per il monitoraggio del sito, a mio parere il più valido

 

 

Ora andiamo verso un livello più avanzato.

Note: da qui in poi sarà necessario conoscere almeno le basi della programmazione.

Ti spiegherò come modificare un plugin e successivamente come crearne uno da zero.

 

Come modificare un plugin

A volte può essere utile modificare un plugin preesistente, anche solo per cambiare o correggere un aspetto. Questo lo puoi fare recandoti nella sezione “plugin”di WordPress, sotto la voce “editor”. Il funzionamento è lo stesso che si usa per modificare i temi. Quindi in alto a sinistra si dovrà selezionare il plugin da modificare, in modo che sia possibile accedere alla lista dei file presenti nella cartella del plugin interessato.

Attenzione: Effettuare modifiche ai plugin attivi non è consigliato
Prima di effettuare modifica il plugins è bene disattivarli, onde evitare spiacevoli errori di sistema. Sarà poi possibile riattivarli successivamente alle modifiche. Ti ricordo che modificando il plugin si crea una versione personalizzata del codice e che quindi al primo aggiornamento verrà sovrascritto. Se vuoi evitare questo, anche se non è possibile avere dei plugin figli come si fa con i temi, si può comunque crearne uno nuovo che estenda le funzionalità di quello esistente. Per fare ciò dovrai tenere sotto controllo le dipendenze dei file, lo puoi fare con “Plugin Dependencies“.Le funzioni di questo plugin ti permettono di controllare le estensioni create, attivandole o disattivando.
Per estendere le funzionalità del codice di WordPress sono stati creati degli ancoraggi che possono essere usati sia nella creazione dei plugin sia nella modifica. Vengono chiamati “ganci” (hooks) e servono principalmente per richiamare un evento o una posizione. Quando si creano nuovi plugin è possibile usare ganci esistenti ed inoltre crearne di nuovi. Se il costruttore ha fatto uso di questa seconda opzione, la puoi usare a tuo favore per agganciarti adesso.Verifica sempre la presenza di informazioni relative ai ganci fornite dagli sviluppatori del plugin.

 

Come creare un plugin

Creare un plugin personalizzato porta alcuni vantaggi e se apparentemente potrebbe essere difficile in realtà non lo è. Ma in quale situazione potrebbe esserti utile un plugin personalizzato?

  • se vuoi aggiungere personalizzazioni o funzionalità senza intervenire sul tema e così rimanere svincolato da esso
  • se hai bisogno di aggiungere una funzionalità ma non vuoi installare un plugin pubblico che porta con sé altre funzionalità che magari non ti servono (perché ciò appesantirebbe il sito inutilmente)
  • armeggiare con un plugin piuttosto che con i file, come il functions.php del tema, in caso di codice errato scongiura gravi ripercussioni che potrebbero rendere inaccessibile il sito (in questo caso bisognerebbe correggere il file incriminato con un editor locale)

 

Per creare un plugin per prima cosa devi pensare al nome che gli darai (se hai le idee confuse utilizza il creatore di Nick), dopodiché procedi in questo modo :

Spostati nella cartella “plugins” e crea una sottocartella con all’interno un file di estensione PHP che dovrai nominare rispettivamente con il nome pensato in precedenza. Solitamente si usa dare il nome del plugin sia al file in php sia alla cartella che lo contiene. All’interno del file PHP dovrai scrivere il codice seguente, che permetterà a WordPress di riconoscere il tuo file.
Note : non è obbligatorio creare una sottocartella all’interno della cartella “plugins” (WordPress riconoscerebbe lo stesso i file), ma è consigliato farlo per mantenere ordine ed evitare inaspettate sovrascritture nel caso ci siano file con lo stesso nome. In caso di plugin più complessi di qualche riga è quasi obbligatorio creare una cartella che ospiti oltre al file php principale anche molti altri file con linguaggi diversi (html, js, css …) ed immagini.

Il percorso dove risiederà il nuovo plugin dovrà essere il seguente:
wp-content/plugins/nomecartellaplugin/nomeplugin.php

 

<?php
/*

Plugin Name: Nome del plugin
Plugin URI: Link alla homepage del plugin
Description: Testo che descrive le funzionalità del plugin
Version: Numero della versione
Author: Nome dell'autore
Author URI: Link all'autore

*/

/* INIZIO CODICE */

Digitare qui il codice

/* FINE CODICE */

?>

 

Da ora in poi hai come una lavagna vuota che aspetta solo di essere riempita. Per farlo dovrai per forza scrivere del codice ed il risultato dipenderà da quanto sei bravo. Esiste un altro metodo alternativo per creare il tuo plugin, però non voglio illuderti e ti dico da subito che si tratta di un plugin che fa quello descritto in precedenza ma tramite il pannello di amministrazione di WordPress. Il suo nome è Pluginception

 

 

Note preventive : Quando su WordPress si lavora con i plugin è bene attivare la modalità debug; per fare ciò apri il file wp-config.php e imposta WP-DEBUG su true. Inoltre bisogna prestare attenzione a non creare errori di sintassi nel codice php poiché in questo caso il sistema ti restituirà un avviso e non ti permetterà di attivare il plugin.

 

 

Link utili : liste Hooks e Come usarli